L’ausilio migliore non è quello più costoso: è quello che restituisce autonomia


Quando una persona incontra una difficoltà nella vita quotidiana, la prima reazione è spesso questa: “Dobbiamo comprarle un ausilio.”

Un bastone, un deambulatore, una sedia per la doccia, una posata adattata o un rialzo per il WC possono essere strumenti preziosi. Ma c’è un errore molto comune: pensare che sia sufficiente acquistare un prodotto per risolvere automaticamente il problema.

La realtà è diversa.
Un ausilio funziona davvero solo quando è adatto alla persona, all’attività e all’ambiente in cui verrà utilizzato.

Che cos’è davvero un ausilio?
Un ausilio è uno strumento che può aiutare una persona a:
- svolgere un’attività quotidiana;
- compensare una difficoltà;
- aumentare la sicurezza;
- ridurre la fatica;
- mantenere o recuperare autonomia;
- partecipare più attivamente alla vita familiare e sociale.

Non è necessariamente un oggetto sofisticato o tecnologico. A volte può trattarsi di un prodotto progettato appositamente, altre volte di una semplice modifica all’ambiente o di una strategia diversa per svolgere un compito.

Una sedia per la doccia, per esempio, non serve soltanto a “stare seduti”. Può permettere alla persona di lavarsi con maggiore sicurezza, ridurre il rischio di cadute e diminuire la necessità di assistenza.

Il vero obiettivo non è fare meno

Molte famiglie scelgono un ausilio con l’obiettivo di fare tutto più velocemente al posto della persona.

È comprensibile: quando un’attività diventa difficile, aiutare sembra la soluzione più semplice.

Tuttavia, sostituirsi completamente alla persona può ridurre le occasioni di partecipazione e di autonomia. L’obiettivo corretto dovrebbe essere diverso:


Aiutare quanto basta, senza fare al posto dell’altro ciò che può ancora fare da solo.

Se una persona riesce a infilare la maglia ma impiega più tempo, forse non ha bisogno che qualcuno la vesta completamente. Potrebbe avere bisogno di:
- abiti più semplici da indossare;
- una posizione più stabile;
- un ausilio per afferrare i tessuti;
- più tempo;
- una sequenza di passaggi più chiara;
- un aiuto soltanto nella fase più complessa.

 I 3 criteri da valutare prima di scegliere
Prima di acquistare un ausilio, è utile porsi tre domande.

1. Chi lo utilizzerà?
Ogni persona ha caratteristiche diverse. Bisogna considerare:
- forza e sensibilità;
- equilibrio;
- capacità motorie;
- attenzione e memoria;
- vista e udito;
- motivazione;
- capacità di comprendere e seguire le istruzioni;
- eventuali dolori o limitazioni.

Lo stesso ausilio può essere utile per una persona e completamente inadatto per un’altra.


2. Per quale attività serve?
Non basta dire: “Serve per camminare” oppure “Serve per il bagno”.
Bisogna capire quale attività si vuole rendere più sicura o autonoma:
- alzarsi dal letto;
- raggiungere il bagno;
- lavarsi;
- vestirsi;
- mangiare;
- cucinare;
- uscire di casa;
- utilizzare il telefono;
- svolgere un’attività lavorativa o ricreativa.

Più l’obiettivo è specifico, più sarà facile scegliere una soluzione realmente utile.


3. In quale ambiente verrà utilizzato?
Un ausilio perfetto sulla carta può diventare inutilizzabile nell’ambiente reale.
Occorre verificare:
- spazio disponibile;
- larghezza delle porte;
- presenza di gradini;
- tipo di pavimento;
- altezza di letti, sedie e sanitari;
- illuminazione;
- disposizione degli oggetti;
- possibilità di riporre l’ausilio;
- presenza di altre persone nell’ambiente.

Un deambulatore troppo largo per il corridoio, una sedia da doccia che non entra nel bagno o un oggetto difficile da riporre rischiano di rimanere inutilizzati.

 L’errore più frequente: comprare prima di valutare
Molti ausili vengono acquistati dopo aver visto una pubblicità, un consiglio online o il prodotto utilizzato da un conoscente.

Il problema è che un ausilio non è un prodotto universale.

Prima di sceglierlo è importante capire:
- quale difficoltà deve risolvere;

- quali capacità sono ancora presenti;

- quali rischi bisogna ridurre;

- chi lo utilizzerà;

- dove verrà utilizzato;

- se la persona riesce a comprenderne il funzionamento;

- se l’ausilio potrà essere regolato e adattato.

In alcuni casi può essere necessario il confronto con un terapista occupazionale, un fisioterapista, un medico o un altro professionista sanitario.


Un esempio concreto
Immaginiamo una persona che fatica a mangiare autonomamente perché ha una ridotta presa della mano.
La soluzione non è necessariamente imboccarla.

Si può valutare:

- un’impugnatura più grande;

- una posata adattata;

- un piatto con bordo rialzato;

- una superficie antiscivolo;

- una posizione più stabile del busto;

- un tavolo all’altezza corretta;

- una diversa consistenza degli alimenti, quando indicato dal professionista competente.


L’obiettivo non è soltanto portare il cibo alla bocca. L’obiettivo è permettere alla persona di partecipare al pasto nel modo più autonomo e sicuro possibile.

Ausilio o modifica dell’ambiente?
A volte il problema non è la persona, ma il contesto.

Prima di acquistare un nuovo strumento, potrebbe essere utile modificare:

- la disposizione dei mobili;

- l’altezza degli oggetti;

- l’illuminazione;

- il percorso verso il bagno;

- l’altezza della seduta;

- la posizione degli oggetti utilizzati più spesso;

- la presenza di tappeti o ostacoli;

- il modo in cui viene organizzata una routine.

Una casa ben organizzata può ridurre la necessità di assistenza e rendere più semplici molte attività quotidiane.

Come capire se un ausilio è davvero utile?
Dopo l’introduzione di un ausilio, non bisogna chiedersi soltanto: “Lo usa?”

Le domande più importanti sono:
- Svolge meglio l’attività?
- È più sicuro?
- Si sente più autonomo?
- Si affatica meno?
- Riesce a partecipare di più?
- L’ausilio viene utilizzato correttamente?
- È semplice da pulire, trasportare e riporre?
- La persona lo accetta oppure lo vive come un’imposizione?

Un ausilio lasciato inutilizzato non è necessariamente un fallimento della persona. Potrebbe essere stato scelto senza considerare il suo punto di vista, le sue abitudini o il contesto reale.


La persona deve partecipare alla scelta

La scelta di un ausilio non dovrebbe essere calata dall’alto.

È importante coinvolgere la persona chiedendo:
- Quale attività ti pesa di più?

- In quale momento ti senti meno sicuro?

- Che cosa vorresti riuscire a fare da solo?

- Quale soluzione ti sembra più accettabile?

- Che cosa ti impedisce di utilizzare questo strumento?


L’accettazione è un elemento fondamentale. Un ausilio utile ma rifiutato difficilmente produrrà un beneficio concreto.


La domanda da ricordare
Prima di acquistare qualsiasi ausilio, prova a porti questa domanda:

Questo strumento aiuterà davvero la persona a fare qualcosa di importante per lei?
Se la risposta è sì, il passo successivo è valutare insieme persona, attività e ambiente.
Non scegliere soltanto il prodotto più famoso, più costoso o più tecnologico. Scegli la soluzione più adatta alla vita reale.


Conclusione
Un ausilio non dovrebbe sostituire automaticamente la persona.

Dovrebbe invece favorire:

- sicurezza;

- partecipazione;

- autonomia;

- dignità;

- qualità della vita.


La soluzione migliore non è sempre quella più complessa. Spesso è quella che permette di fare una cosa importante con un po’ meno fatica e un po’ più di libertà.

Prima di comprare un ausilio, osserva. Chiedi. Valuta. Adatta.


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